Nell’ultimo ventennio, la Regione Puglia ha sviluppato un bagaglio di conoscenze relative alla tutela delle sue coste uniche nel panorama nazionale, derivanti da un’intensa attività di ricerca e di interazione fra le istituzioni che ha posto la Regione al centro dell’interesse progettuale dell’Unione Europea. Attualmente, l’UE richiede trasformazioni importanti nell’ottica di sviluppo di modelli di governance e misure di conservazione speciale da applicare nelle ZCS (Zone di Conservazione Speciali), che possano individuare misure gestionali in grado di supportare un impiego sostenibile delle risorse.
Il progetto può essere un’occasione importante per valutare lo stato di salute degli habitat marini ricadenti nella ZCS Litorale di Ugento, l’incidenza delle attività umane consentite e proporre, con un approccio partecipativo e coerente con i protocolli di monitoraggio della strategia marina, approcci e strumenti per sostenere le misure di conservazione e le politiche gestionali in grado di garantire uno sviluppo sostenibile delle comunità locali.
Una rete ecologica europea di zone di conservazione speciali (ZCS), denominata rete Natura 2000, rappresenta la più grande rete ecologica del mondo, garantendo la sopravvivenza a lungo termine delle specie e degli habitat più preziosi e minacciati d’Europa. Tuttavia, nonostante il successo di Natura 2000 sin dal suo inizio nel 1992, la conoscenza e la comprensione della rete tra il pubblico europeo rimane relativamente limitata. Sebbene diversi sforzi di ricerca nella valutazione degli impatti umani siano stati eseguiti su larga scala, le ricerche sulle condizioni ambientali a scala locale risultano essenziali per piani di conservazione efficaci. Una rete di interazioni socio-ecologiche agisce sulla zona costiera, dove diversi usi umani e misure di conservazione possono entrare in conflitto.
Il grado di conoscenza attuale relativamente agli habitat marini, ed in particolare alla porzione marina delle ZCS, è generalmente inferiore rispetto a quanto avviene in ambiente terrestre, eccezion fatta per le Aree Marine Protette. Le Misure di Conservazione introdotte e l’obbligo di avviare su tutto il territorio regionale misure di governance delle ZCS, sia per quanto concerne la porzione terrestre che quella marina, impongono di colmare il divario di conoscenze esistenti per poter declinare le attuali misure di conservazione in maniera sito-specifica e realmente sostenibile.
Il progetto produrrà una valutazione della distribuzione e dello stato di salute degli habitat inclusi nella porzione marina della ZCS Litorale di Ugento e sarà uno strumento utile per promuovere l’efficacia della protezione limitando i conflitti tra le parti interessate. Al fine di ottenere il buono stato ambientale (GES) nei mari europei, il progetto contribuirà a monitorare lo stato dei descrittori “Biodiversità”, “Specie non indigene”, “Integrità del fondale marino” e “Rifiuti marini” secondo il Direttiva quadro sulla strategia marina dell’UE (MSFD).
Il quadro normativo comunitario prevede oggi un complesso sistema di monitoraggio che integra l’ambiente terrestre e quello marino, riassumibile nel seguente elenco :
- Direttiva Habitat (1992/43/CE- HD);
- Direttiva Acque (2000/60/CE – WFD);
- Direttiva Marine Strategy (2008/56/CE – MSFD); Direttiva Uccelli (2009/147/CE).
In particolare i monitoraggi in ambiente marino necessariamente integrano quanto previsto dalle DirettiveHD, dalla WFD e dalla MSFD.
Il coralligeno nel Mar Ionio si sviluppa sin dai 12 m di profondità, con forti ripercussioni sul settore del turismo subacqueo ma con l’effetto della necessità di maggiore attenzione nella sua protezione. La concrezione organica è costituita da alghe rosse incrostanti (Peyssonnelia spp) ed altri organismi incrostanti quali briozoi, antozoi madreporari (Cladocoraco espitosa) ed antozoi (gorgonie Eunicella spp., Gerardia savaglia), policheti tubicoli e spugne (Axinella spp.). Attualmente, l’UE recepisce le richieste che provengono dalla comunità scientifica del Mediterraneo al fine di includere il coralligeno tra gli habitat marini della Direttiva 92/43/CEE. Al momento, i fondali rocciosi sono rappresentati dall’habitat Reef (cod. 1170) ma l’idea proposta dalla comunità scientifica è di inserire l’habitat “coralligeno” fra quelli prioritari.
La Posidonia oceanica costituisce uno degli habitat più importanti e rappresentativi del Mediterraneo, tutelata dalla Direttiva Habitat (cod. 1120). Le praterie di Posidonia oceanica si estendono dai 10 ai 30 m di profondità e sono la causa di formazione contestuale di habitat costieri importanti quali le banquettes, che nel periodo invernale ed autunnale si distribuiscono ampiamente lungo la costa formando depositi alti anche diversi metri, che svolgono un ruolo ecologico molto importante nel contenimento dei fenomeni erosivi della fascia costiera.