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Non sempre le alghe sono sinonimo di sporcizia e incuria, anzi, ci sono piante acquatiche che devono essere rispettate. È il caso della Posidonia appartenente alla famiglia delle Posidoniaceae. Il nome deriva dal greco Ποσειδών, Poseidone, il dio del mare. Ci sono diverse specie di Posidonia, come ad esempio la Posidonia Oceanica che è facile trovare nel Mar Mediterraneo. Le altre specie sono invece diffuse nei mari dell’Australia. La Posidonia Oceanica è una vera pianta, provvista di radici, fusto, foglie, fiori e frutti e quindi non un’alga, come tanti erroneamente pensano. Fiorisce in autunno e in primavera produce frutti galleggianti volgarmente chiamati “olive di mare”.

La Posidonia si adatta bene al nostro mare poiché è una pianta che necessita di valori di salinità relativamente costanti e ha bisogno di una forte illuminazione. Colonizza i fondali sabbiosi e alla fine della loro vita le foglie, ormai completamente brune, arrivano sul litorale trasportate dal mare formando talvolta banchi di considerevoli dimensioni. È una pianta di enorme importanza per la vita del mare e il suo litorale, tanto da essere strettamente protetta da norme internazionali e nazionali, e svolge un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno. Inoltre agisce da barriera soffolta che smorza la forza delle correnti e delle onde prevenendo l’erosione costiera.

Quando vicino alla riva si vedono foglie di posidonia, non si tratta di “sporcizia” ma anzi, le foglie proteggono il litorale stesso dall’erosione attenuando l’azione delle onde.

I banchetti di posidonia sono considerati siti nursery, ossia zone di particolare importanza per la riproduzione e la nascita di diverse specie marine.

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